Le indagini sistematiche hanno permesso di individuare due ampie aree di necropoli esterne alla fortificazione messapica, utilizzate in età ellenistica e romana e definite, in base alla posizione rispetto alle mura, come necropoli meridionale e occidentale. All’interno della cinta muraria, invece, erano in uso anche una necropoli lungo la costa e tombe legate ai nuclei sparsi di case di età messapica, preesistenti agli edifici romani.

La necropoli occidentale, vicina al Museo, è stata scavata tra il 1978 e il 1982 nell’ambito di indagini che hanno chiarito le diverse fasi di frequentazione. Le tombe più antiche risalgono al periodo messapico (metà del IV – II secolo a.C.) e sono del tipo a fossa, a semicamera e a camera. La disposizione dei tre tipi di sepoltura in determinati settori rimanda a gruppi sociali distinti, a seconda della propria condizione sociale.

Nel corso del I secolo a.C. lo spazio funerario viene riorganizzato e delimitato da due strade che partono dall’interno della città. Le sepolture, con il doppio rito dell’inumazione e dell’incinerazione, quindi si adeguano al nuovo orientamento. A partire dal II secolo i due assi stradali sono gradualmente dismessi e le tombe invadono le carreggiate disordinatamente. Nel Medioevo, infine, alcune delle tombe a camera messapiche diventano vere e proprie abitazioni.

Pianta